Gatti randagi e ritorno alla vita selvaggia
I gatti randagi e rinselvatichiti sono fra i protagonisti di un mio documentario "Ritorno alla vita selvaggia", in cui racconto e descrivo la straordinaria vita dei gatti una volta domestici che ormai vivono di caccia e sopravvivono in ambienti naturali, spesso a grande distanza dalle abitazioni dell'uomo, il loro antico padrone, convivente, socio..
Il gatto selvatico
Forse incontrano anche i veri gatti selvatici, come questo mirabilmente fotografato da Antonio Macioce, fotografo e naturalista che accompagna appassionati di fotografia a scoprire lupi e orsi anche nelle nostre montagne (www.antoniomacioce.com www.photobrownbear.it ).
Il gatto selvatico ripreso da Antonio è robusto, ha testa larga, orecchie corte, coda folta con anelli neri ben marcati, una tipica zebratura sulla fronte e sul dorso. Siamo di fronte ad un animale puro, ma il 90% dei gatti che vediamo o fotografiamo di notte sono spesso randagi tipo soriano o ibridi.
Randagi, ibridi e minitigri dei boschi
Non è facile identificarli, ma un gatto selvatico, anche se avesse un po' di sangue di gatto domestico nelle sue vene, resterebbe pur sempre una fantastica e sfuggente minitigre dei nostri boschi, imparentata con quel felino che fa compagnia all'uomo nelle sue case da migliaia di anni, conservando abitudini e stili di vita propri dei suoi più grandi parenti selvatici.
Gatti e grandi felini: una sola famiglia
Fra un gatto e un grande gatto non c’è molta differenza: il micio che gira per casa e si stiracchia sul divano e i grandi gatti , cioè la tigre, il leone, il leopardo, il giaguaro e via dicendo appartengono alla stessa famiglia: i felidi.
Hanno unghie retrattili, baffi sensibili detti vibrisse, denti canini ben sviluppati, vista acuta, olfatto così così, udito eccezionale e soprattutto amano cacciare.
Che la loro preda sia un’antilope o un topolino, leone e gatto adottano tecniche simili e sono ugualmente micidiali.
Il leone nascosto nel vostro gatto
Se guardate con attenzione il vostro gatto lo vedrete poco a poco trasformarsi in uno dei suoi magnifici cugini selvatici.
Provate a rispondere a queste domande per capire se nel vostro gatto si nasconde un leone: micio quando entrate a casa viene da voi e strofina la testa sulle vostre gambe e sulle vostre braccia. Se la risposta è si, allora è un leone.
Infatti quando due felini si incontrano si salutano strusciando la nuca sul corpo dell’altro: in questo modo trasmettono anche un po’ del proprio odore.
E’ un segnale di pacificazione e di riconoscimento che viene adottato soprattutto dalle specie che vivono in gruppo come i leoni, ma anche da quelle più solitarie come la tigre-micio muove la coda quando ha puntato qualcosa di interessante (una lucertola o un gomitolo di lana)?
Se si allora è un leone. La coda che si muove segnala uno stato di concentrazione massima, la preparazione allo scatto
micio abbassa le orecchie quando è intimorito o adirato? Se si allora è un leone che manifesta così la sua disposizione ad attaccare.
Se voi, o un cane o il gatto del vicino fate un altro passo avanti siete fritti. Micio si “affila” le unghie sul divano buono? Se si allora è un leone o un leopardo: in questo modo, graffiando la corteccia degli alberi (e il divano!) i felini segnalano di essere proprietari di un proprio territorio.
Una vera minitigre domestica
Nonostante tanti secoli di convivenza con l’uomo ( i primi gatti domestici compaiono già nella civiltà degli antichi egizi migliaia di anni prima di Cristo) i gatti hanno conservato tutte le caratteristiche comportamentali proprie della specie selvatica da cui derivano che pare sia un misto del gatto selvatico africano e di quello europeo, una vera mini-tigre.

