COME DIVENTARE UN DOCUMENTARISTA

documentario backstage AQUILA

 

 

 

 

Egregio Sig. Petretti,

sono una giovane studentessa dell’università di Padova, in particolare sono al terzo anno della Laurea Triennale in Biologia, Le scrivo perchè volevo esporLe le mie idee e sapere un Suo parere.

Ogni domenica La vedo su “L’Arca di Noè” e qualche volta riesco a vederLa anche a “Geo&Geo”; mi piace davvero molto ascoltarLa e quello che Lei spiega è sempre di notevole interesse per me. Lei è un po’ quello che vorrei arrivare ad essere io!

Ho studiato lingue straniere alle Superiori, ma ho sempre avuto un amore incondizionato nei confronti della natura e per fortuna quando è stato ora di decidere il percorso definitivo da prendere, il destino mi ha aiutato e spinto verso la direzione giusta. Ora fortunatamente studio Biologia ma quasi mi sembra che non sia il posto giusto per me: mi accorgo ogni giorno di avere una mentalità diversa rispetto alla maggior parte dei miei colleghi; loro sono nel corso perchè vogliono studiare malattie, DNA, neuroscienze, fare ricerca e sperimentazione animale per migliorare la vita umana … Io invece sono nel corso perchè amo la natura e la voglio preservare e proteggere. Alle volte mi sento quasi fuori luogo, perchè sembra che questo amore non sia condiviso quasi da nessuno e questo mi preoccupa parecchio. Io sono la persona che se vede un lombrico che sta annegando in una pozzanghera lo rimette nella terra, sono la persona che non uccide le cimici, ma le libera fuori (facendo attenzione che non siano sottosopra) e ancora sono la persona che quando va nei prati non pesta i fiori e anzi fa ben attenzione a non disturbare le api durante il loro prezioso lavoro.

A luglio dello scorso anno sono stata anche volontaria presso il centro di recupero fauna selvatica “il Pettirosso” di Modena; sono state le due settimane più stancanti della mia vita, arrivavo a casa e non avevo neanche la forza per mangiare, ma ho capito che aiutare gli animali è quello che mi rende davvero felice. Inoltre mi piacerebbe rendere la gente più consapevole di quello che ci sta intorno e di quanto meravigliosa sia Madre Natura.

Detto questo, Le volevo fare delle domande per sapere il Suo parere su alcuni aspetti pratici, per potermi avvicinare il più possibile al mio sogno.
Anche a me piacerebbe moltissimo diventare etologa, mi piace molto osservare e descrivere e mi piace capire come mai gli animali si comportano in un modo piuttosto che in un altro. Inoltre, un sogno più ambizioso sarebbe quello di diventare una documentarista; come avrà già capito, io non voglio stare troppo chiusa in laboratorio ma vorrei stare a contatto con la natura.
Spulciando nei vari corsi di Laurea Magistrale non ho trovato molto per seguire questa strada; nella mia ricerca ho trovato solo una laurea di Torino che si chiama “Evoluzione del Comportamento Animale e dell’Uomo” (molto specifica ma che mi forma come ecologo) oppure una laurea di Firenze in Biologia con un curriculum interno in Biologia Comportamentale ( che è molto più generale e mi forma come biologo).
Ora, io sono piuttosto confusa. Secondo lei quale potrebbe essere la strada più giusta da prendere? Lei a suo tempo che studi ha fatto? Ho visto che è un Biologo, ma purtroppo ora non essendoci più le lauree a Ciclo Unico è tutto più difficile.
Secondo Lei ci sono delle cose che io potrei fare per realizzare queste mie aspirazioni?
La ringrazio davvero molto per il Suo tempo e spero davvero di non averLa annoiata con questa mia lunga mail.
Le rivolgo i miei più cordiali saluti,
Elisa
Gentile Elisa,
nessuna noia, anzi mi fa piacere rispondere.
Condivido in pieno tutto quanto dice riguardo al rispetto per i viventi, anche per i più piccoli: non ucciderei una formica e anche io salvo i lombrichi che attraversano un marciapiede o sono caduti nell’acqua.
Detto questo i miei studi sono stati classici ( greco, latino…), poi le Scienze Biologiche del vecchio ordinamento con un piano di studi di tipo zoologico-ambientale alla Sapienza, a Roma, l’esame di Stato per l’iscrizione all’Ordine e via via fra ricerche e divulgazione, anche televisiva.
A Torino e a Firenze, come a Parma, Roma ( tutte e tre le università), Pavia, Venezia,  ci sono ottime equipes che lavorano  sulla zoologia dei vertebrati con attenzione agli studi comportamentali : per Lei è d’obbligo la laurea magistrale con una buona tesi di campo magari seguendo gli aironi o i lupi…Frequenti l’università che deve diventare la sua seconda casa, ma non perda di vista il volontariato nei centri per gli animali come ha già fatto e, per quanto riguarda i documentari, posso solo consigliare di diventare un’autodidatta recuperando una telecamera full HD (ce ne sono in commercio di molto economiche e ottime), un cavalletto (fondamentale), un microfone . Racconti una storia, legata alle zone dove va in vacanza, alla sua città, a un tema zoologico che le sia caro. Una storia, anche breve, anche senza commento parlato, purchè abbia un inizio, uno svolgimento, una conclusione. Esistono programmi per montare free e di ottimo utilizzo. Quando ha fatto il suo corto me lo invii, sarò lieto di vederlo.
Buon lavoro
Francesco Petretti

 

 

 

 

 

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